La protezione
solare: facciamo un po’ di chiarezza???
Introduzione:
Da moltissimi anni tutti i medici
raccomandano ai loro pazienti di evitare l’esposizione
al sole o, quantomeno di proteggere la loro pelle con creme adatte
a questo scopo.
Questo risponde ad una motivazione veramente importante:- la
radiazione ultravioletta, quando assunta in eccesso, provoca:
cancro della pelle
fotoinvecchiamento precoce
rughe
iperpigmentazione cutanea del viso.
Bisogna sottolineare che prossimamente molte migliaia di nuovi
casi di melanoma saranno diagnosticati nel mondo, e di questi
molti potrebbero essere evitati con una accurata protezione solare.
Devo
anche dire che penso che se non si usano prodotti per la protezione
solare, con la dovuta assiduità e rigore, le
cure estetiche, nella stragrande maggioranza dei casi sono poco
efficaci: il volto, il collo, il decolleté e le mani continueranno
inesorabilmente ad invecchiare.
Di tutti i consigli che noi medici
estetici possiamo dare ai nostri pazienti per prevenire l’invecchiamento,
quello di proteggere la pelle dai raggi UVA e UVB è sicuramente
quello più importante.
Scopo:
Proteggere la pelle dall’aggressione dei raggi Ultravioletti
B (UVB) e dagli ultravioletti A (UBA).
Gli UVB sono responsabili
dell’eritema, l’arrosamento
immediato della pelle dopo esposizione al sole, mentre gli UVA
provocano un arrossamento tardivo.
Terminologia: (quello che trovate scritto sull’etichetta)
SPF: è il fattore di protezione solare espresso in gradi
da 2 a più di 30.
Rappresenta il potere di un prodotto
di deviare o interrompere i raggi del sole riducendo il danno
alla pelle.
Protezione minima: da 2 a 12
Protezione media: da 13 a >30
Protezione alta: < 30
Cosa vuol dire??
La pelle impiegherà 15
volte di più ad arrossarsi
se è stata spalmata con un fattore di protezione 15!!
Resistente
all’acqua (water resistant): se attivo dopo
40 minuti di immersione nell’acqua.
Lo schermo solare viene
applicato ai volontari che in seguito nuotano per 20 minuti,
fanno asciugare la pelle, rinuotano per altri 20 minuti e rifanno
asciugare la pelle.
A questo punto si valuta la protezione residua.
Solo se ancora
protettivo può chiamarsi veramente resistente
all’acqua.
Schermi fisici: riflettono meccanicamente i raggi
del sole, non li fanno arrivare sulla cute. Sono essenzialmente
il biossido di titanio (TiO2) e l’ossido di zinco (ZiO).
Schermi
chimici: assorbono le radiazioni solari al posto della cute.
Solitamente vengono aggiunti agli schermi fisici per aumentare
la protezione e possono essere responsabili di alcune reazioni
cutanee. Personalmente li consiglio pochissimo.
Regole di applicazione:
le regole di applicazione
degli schermi solari, dai più leggeri,
a quelli maggiormente proteggenti sono fondamentali perché facciano
veramente effetto. Sono fondamentalmente pochissime:
adeguata
quantità sulle aree da proteggere (circa 2
mg/cm2). È molto facile vedere applicazioni di schermo
solare assolutamente insufficienti a proteggere dall’aggressione
solare, soprattutto nei bambini. Lo strato di crema protettiva
deve essere adeguato su tutta la cute.
Applicazione della crema
prima dell’esposizione: spesso
la protezione solare viene applicata dopo essere arrivati alla
spiaggia. Andrebbe sempre applicata prima di iniziare l’esposizione,
ancora in stanza.
Uso quotidiano: è molto importante
usare con assiduità gli
schermi solari, anche quando si è in città o quando
si fa una passeggiata in montagna.
FOTOPROTEZIONE PASSIVA:
Come ho più volte ripetuto, il fotoinvecchiamento, chiamato
nel mondo anglosassone fotoaging, si aggiunge al cronoinvecchiamento,
quello dovuto all’età, dando come risultato l’invecchiamento
cutaneo, la comparsa di rughe più marcate rispetto a quelle
che avremmo avuto senza una esposizione esagerata al sole, la
possibilità di comparsa di tumori cutanei a volte gravissimi
come il melanoma.
Anche la comparsa di macchie ipermelanosiche è strettamente
legata all’esposizione al sole.
Gli schermi solari, quindi,
sino al sunblock, lo schermo totale, rappresentano un fotoprotezione
passiva assai importante.
Inoltre lo sviluppo di radicali liberi è ottimamente
combattuto dall’uso di sostanze antiossidanti come la Vit
E e la Vit C, sostanze che vengono spesso aggiunte alle preparazioni
commerciali di protezione solare.
Fotoprotezione passiva con gli indumenti:
la
protezione solare data da indumenti adatti è spesso
superiore a quella di uno schermo solare con SPF superiore a
30!
Una camicia ed un cappellino proteggeranno dai raggi del sole
in modo naturale e molto efficace.
Alcune ditte, inoltre, propongono
indumenti trattati con detergenti che contengono agenti UV assorbenti,
con un effetto di protezione ancora maggiore.
FOTOPROTEZIONE ATTIVA:
Studi sempre più numerosi
hanno validato l’uso
della rivitalizzazione del viso, collo, decolleté e mani
con un cocktail vitaminico, amminoacidico, e con l’aggiunta
di acido ialuronico puro biointerattivo specifico per rivitalizzazione.
Queste sostanze contrastano l’invecchiamento fotoindotto
e soprattutto riducono la formazione di radicali liberi svolgendo
una importante azione disintossicante della cute.
Conclusioni:
Il danno che il corpo umano subisce
per una esposizione al sole esagerata ed incongrua è fin
troppo ben documentato da numerosissimi studi scientifici.
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