Agopuntura in Cina, esperienza a Nanchino
di Paola Poli
A marzo di quest’anno decido di partire alla volta della Cina. Tutti voi sapete che mi interesso di agopuntura che resta veramente una mia grande passione. Vale la pena di qualche sacrificio!
La meta è Nanchino, dove tramite accordi con l’Università di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese ho la possibilità di lavorare in affiancamento a medici cinesi presso due differenti ospedali.
La mia esperienza ha inizio in un ospedale maggiormente dedicato alla pratica della medicina tradizionale cinese rispetto a quello della medicina occidentale. Vengo indirizzata ad un ambulatorio di agopuntura che si occupa per lo più di patologie e disturbi del sistema muscolare e neurologico. Nella seconda metà del mese affianco invece una dottoressa in un grande ospedale di otto piani, dei quali solamente in uno si pratica agopuntura e medicina tradizionale cinese. In entrambe le strutture ospedaliere gli ambulatori dedicati alla medicina cinese si avvalgono delle diverse metodiche tramandate dalla tradizione, agopuntura, coppettazione, tuina (massaggio cinese), moxibustione e fitoterapia.
I pazienti hanno dunque una vasta gamma di differenti tipi di cura a cui potersi affidare a seconda delle inclinazioni personali, delle patologie e dei propri desideri spesso guidati dal consiglio dei medici curanti.
La reale integrazione dei due tipi di medicina, cinese ed occidentale, è senz’altro esperienza nuova ed affascinante per chi, come me, proviene da un paese in cui la medicina occidentale è l’unica vera proposta ospedaliera. Lo stupore, e forse anche la lieve delusione, nasce dall’osservazione che forse troppo spesso la metodologia diagnostica occidentale prevale sulla cinese. I numerosi pazienti giunti negli ambulatori di agopuntura spesso non vengono sottoposti all’esame obiettivo che comprende l’osservazione della lingua e l’ascolto dei polsi, momenti base per poter effettuare una corretta diagnosi energetica ed impostare l’adatta terapia. Forse con troppa frequenza ai pazienti vengono prescritte più costose indagini strumentali come esami del sangue, lastre, elettrocardiogrammi ed elettroencefalogrammi come primo ed unico passo precedente la seduta con aghi a discapito della valutazione dello stato del qi, il soffio energetico vitale del paziente, su cui poi va ad incidere la terapia.
Concordo nella bellezza dell’unione delle due medicine, della libertà di scelta del singolo individuo nel richiedere l’una o l’altra delle cure mediche e del medico nell’indirizzare un paziente verso la migliore terapia possibile. Trovo però che ogni medicina, ogni tradizione, abbia i suoi metodi diagnostici e che questi vadano seguiti e rispettati con estrema attenzione e cura, senza deleghe. In caso di necessità le due differenti tipologie di indagine diagnostica e terapeutica possono senz’altro essere affiancate in vista del raggiungimento del medesimo obiettivo, la cura del paziente, ma non mescolate.
A malincuore dunque mi rendo presto conto che non potrò perfezionare né approfondire in Cina i temi e la pratica dell’indagine diagnostica che normalmente precede ogni seduta di agopuntura e che è generalmente considerata importante materia di studio.
Non mi perdo d’animo e mi godo l’esperienza.
Lo stretto rapporto delle due differenti tipologie di medicina ha anche i suoi vantaggi.
Più volte ho potuto osservare i buoni risultati ottenuti nel trattamento con agopuntura nei periodi che precedono e seguono i più diversi interventi chirurgici. Un esempio è rappresentato dai rapidi miglioramenti riferiti da pazienti affetti da coliche renali sottoposti ad agopuntura durante il periodo di attesa precedente l’intervento chirurgico. Il vomito, la nausea ed il dolore addominale che normalmente accompagnano e caratterizzano le coliche regrediscono nel giro di pochi minuti dall’apposizione di aghi negli specifici punti di agopuntura. Nel periodo post operatorio invece i chirurghi sono soliti richiedere l’intervento del medico agopuntore per aiutare l’organismo dei pazienti a riprendere velocemente lo svolgimento delle funzioni vitali rallentate dalla malattia, dall’anestesia e dall’intervento stesso.
Rispetto a quanto accade in Italia in Cina si trattano con sedute di agopuntura pazienti sofferenti per un maggior numero di disturbi e sindromi e di grande interesse è stato lavorare con pazienti affetti dai prodromi di patologie neurologiche come ictus o infezioni cerebrali e quindi debilitati da paralisi sensitive o motorie, problemi del linguaggio, dolori muscolo-tendinei.
Non mi sono fermata in Cina un periodo utile per effettuare indagini statistiche ma ho potuto constatare che l’andamento generale di questo tipo di pazienti è senz’altro positivo. Benchè sia raro e difficile ottenere una completa risoluzione della malattia, dopo terapia con agopuntura i pazienti riferiscono la diminuzione dei dolori e dei fastidi legati alle paralisi e talvolta un miglioramento della funzionalità motoria tale da consentire un miglioramento della qualità della vita.
Il freddo dell’inverno cinese è poi fattore predisponente l’insorgenza di paralisi faciali, anch’esse trattate con buoni risultati con agopuntura, moxibustione e talvolta coppettazione. Per questa patologia sono giunti in ambulatorio anche diversi bambini, particolarmente infastiditi dall’impedimento nella motricità di bocca e guance e guariti con successo. Ovviamente il trattamento dei bambini differisce da quello degli adulti sia per il numero inferiore di aghi utilizzati, sia per la modalità di puntura, l’ago non viene infatti lasciato inserito nel punto cutaneo ma viene rimosso dopo i pochi secondi necessari all’attivazione del punto di agopuntura.
Come in occidente, diversi pazienti si sono presentati in ambulatorio poiché affetti da diversi tipi di dolore muscolare, in particolare dolore cervicale e dorso lombare con possibile irradiazione ad uno o entrambe le braccia. A questi pazienti i medici in genere propongono un ciclo di dieci sedute di agopuntura, spesso affiancata dall’utilizzo di coppettazione e moxibustione.
Le sedute vengono svolte in giorni consecutivi ed hanno la durata di circa un’ora. I risultati ottenuti sono per lo più positivi e soddisfacenti.
La cefalea è un’altra patologia frequente, soprattutto in individui di età compresa tra i trenta ed i cinquanta anni. Rispetto all’Italia dove le cefalee sono frequentemente dovute allo stress ed a un gravoso impegno psicologico, in Cina è facile trovare la causa del disturbo nel freddo, nell’affaticamento fisico e nella carente e scorretta alimentazione, date le più difficili condizioni medie di vita della popolazione cinese.
Da riferire in proposito è che le case cinesi, così come gli ospedali minori, sono generalmente prive di riscaldamento, talvolta anche di acqua calda. Questi fattori incidono sicuramente sull’organismo delle persone causando una carenza ed una difficoltà di scorrimento del qi facilitando la comparsa di malattie e disturbi. Molto importante a questo proposito è lo svolgimento quotidiano, cui molti cinesi si dedicano, delle differenti metodiche di lunga vita, di cui il qigong ed il taijiquan fanno parte.
Camminando in un qualsiasi parco della città al mattino presto o nel tardo pomeriggio, si possono facilmente vedere gruppi di persone uniti nella pratica di queste ginnastiche energetiche. Un volo del pensiero corre ai praticanti del falungong, disciplina simile al qigong, torturati ed imprigionati dal governo cinese per la sola colpa, se di colpa trattasi, di essersi riuniti in gruppi nella pratica di questa arte. Fortunatamente diverse associazioni ed enti si battono per la loro liberazione, a loro un mio augurio di giustizia, libertà e pace.
Tornando ai temi dell’agopuntura e delle patologie trattate con frequenza negli ospedali, con una certa sorpresa ho osservato che l’agopuntura è una terapia molto richiesta dalle persone in sovrappeso ed obese.
Anche in questi casi sedute giornaliere e diete alimentari portano generalmente a risultati apprezzabili.
Pazienti sofferenti di malattie metaboliche quali il diabete sovente uniscono alle terapie occidentali un supporto con sedute di agopuntura in vista sia di un miglioramento della glicemia sia di un vero atto di prevenzione delle complicanze a lungo termine che spesso queste patologie comportano.
Le patologie oculari, la stanchezza visiva, la vista appannata sono un altro esempio di disturbi per i quali diversi pazienti si rivolgono ai medici agopuntori. Per quanto riguarda le donne, come in Italia, numerose pazienti richiedono l’aiuto della medicina tradizionale cinese per i problemi legati alle mestruazioni quali dismenorrea, amenorrea, spotting, prurito o infiammazione genitale.
Concludendo....
Dopo un mese di pratica torno in Italia contenta di aver vissuto un’esperienza in un paese così differente dal mio, in cui tradizione e modernità coesistono, tuttavia non senza fatica e talvolta confusione.
Come medico ho potuto trattare un maggior numero di patologie rispetto a quanto mi accade a Milano, arricchendo senz’altro le mie conoscenze ed apprendendo nuove tecniche. L’esperienza si è dunque rivelata, come spesso accade, differente dalle aspettative ma non per questo poco interessante.
Per domande e richieste di approfondimento: paola.poli@fastwebnet.it
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