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Agopuntura tra passato e presente
Ai giorni nostri in tutti i paesi, in tutti i continenti, ci sono persone che si affidano alle cure di medici che praticano l’agopuntura, una metodica dalle origini antichissime.
Furono i cinesi nel lontano V millennio a.c. a scoprire ed approfondire questo modo di fare medicina così diverso dalla pratica tradizionale cui siamo abituati e così completo, da affascinare medici e pazienti di tutti i tempi.
Il medico occidentale che voglia intraprendere lo studio della medicina tradizionale cinese si imbatte in scuole e maestri che gli sottopongono lo studio di testi antichissimi, come il “Huang Di Nei Jing”, probabilmente scritto nel II millennio avanti Cristo. Anche i testi più recenti si rifanno agli antichi e mai li smentiscono.
Com’è possibile che una medicina così vecchia sia ancora attuabile?
Com’è possibile che 4000- 5000 anni fa siano stati individuati sul corpo 720 punti di agopuntura tuttora utilizzati?
Com’è possibile che un ago, un minuscolo oggetto metallico, inserito e lasciato nel corpo per qualche manciata di minuti sia un atto medico in grado di curare?
Questa e tante altre domande si fanno largo nella nostra mente occidentale. La comprensione diventa più facile se si tiene a mente che in tutto questo tempo l’uomo è sempre stato uomo, con la sua mente ed il suo corpo. Negli anni immutato nella sua organicità e sostanza sottile. Anima e corpo, energia e fisicità. In questa immutabilità rientra il posizionamento dei punti di agopuntura, come degli organi. Il cuore è sempre stato nella sua loggia all’interno del torace, in tutti i tempi. Allo stesso modo il primo punto del canale energetico riferito al cuore non ha mai cambiato posizione. È lì, immutato, fermo, sempre nella stessa zona corporea, al fondo della depressione del cavo ascellare, negli anni, nei secoli indiscusso.
Il medico agopuntore tramite l’ago, l’ago soltanto, interviene in una rete di 14 canali percorsi da energia vitale e stimola alcuni e ben determinati punti, provocando l’armonizzazione, la dispersione o la tonificazione dell’energia in essi contenuta, riequilibrando lo stato energetico globale dell’individuo.
Il principio fondamentale dell’agopuntura dice che ovunque c’è dolore esiste un’ostruzione del regolare flusso di energia, il medico quindi ha come obiettivo il ripristino del libero fluire energetico.
Importante è intervenire quando lo stress ed un ritmo di vita troppo sostenuto causano una carenza o una compressione energetica, stati che se non curati fin troppo spesso favoriscono la comparsa di malessere o di vere e proprie malattie.
Dicevano i vecchi maestri cinesi "il piccolo medico cura la malattia quando essa si presenta, mentre il grande medico la cura prima del suo divenire” e infatti nei tempi antichi i medici cinesi venivano pagati quando il paziente era sano, non quando era malato. Il medico veniva considerato valido se riusciva a mantenere il corretto equilibrio energetico del paziente e non se lo curava una volta malato, la prevenzione era considerata il più importante atto terapeutico.
A sottolineare l’attualità di questa metodica terapeutica è il fatto che ad oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’efficacia dell’agopuntura nella cura di 200 patologie e sono stati fatti numerosi studi che dimostrano l’esistenza della fitta rete energetica formata dai canali nell’organismo.
Tra le patologie in cui l’agopuntura risulta essere più efficace troviamo dolori muscolotendinei (lombosciatalgie, torcicollo, gomito del tennista), turbe del sistema nervoso (insonnia, anoressia, depressione e cefalea), disturbi dell’apparato digerente (digestione lenta, borborigmi, stitichezza, colite), problematiche dell’apparato genitale femminile (mestruazioni dolorose o irregolari), forme di infertilità, patologie allergiche (rinite, asma e dermatosi), infiammazione a carico di alcune mucose (sinusite, bronchite, gastrite).
Dott. Paola Poli: email paola.poli@fastwebnet.it
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