| Dossier Piedi
Ormai negli USA è moda: piedi rifatti quasi integralmente,
cuscinetti di collagene impiantati sotto la pianta per potersi
permettere tacchi vertiginosi, limatura delle ossa laterali per
indossare calzature con punte ultrasottili….tutti interventi
che spesso lasciano problemi e dolori residui! In Italia, per
fortuna, il piede è ancora visto non tanto come emblema
estetico, ma soprattutto come “accessorio” al benessere
dell’intero organismo. Camminare comodamente e con calzature
adatte e, infatti, ancora un must per uomini e donne, e il tutto
si rileva a maggior ragione soprattutto in estate, quando i piedi
per forza di cose si scoprono e si mettono in mostra.
UN PUNTO FONDAMENTALE PER IL NOSTRO BENESSERE
Molti non sanno che trascurare il benessere e la salute dei
piedi può avere ripercussioni negative sia di tipo posturale
che vascolare.
Spiega la dottoressa Alessandra Sassu, medico estetico di Cagliari: ”Correggendo
l’appoggio plantare si possono curare asimmetrie del bacino
o delle spalle, sintomatologie dolorose della colonna cervicale
e lombare, cefalee croniche apparentemente non risolvibili, malocclusione
dentaria. Per non parlare delle deformazioni ossee, delle alterazioni
trofiche della cute e delle unghie, delle aree ipercheratosiche,
dell’edema del dorso del piede e delle dita ..… Un
piede apparentemente sano da fermo può funzionare male
durante la deambulazione: questo determina alterazioni venose
responsabili di malattia varicosa. E ancora…Un linfedema
cronico (cioè il gonfiore della gamba, del dorso del piede
e delle dita) e che non risponde alle comuni terapie che agiscono
sul sistema linfatico, può essere causato da onicomicosi
(micosi delle unghie). In questi casi il tutto non si risolverà finchè non
si assume una terapia farmacologica antimicotica per via orale.”
Diverse patologie estetiche delle gambe, come alcune forme della
cosiddetta “cellulite”, necessitano di terapie combinate
tra cui quelle che si basano sulla correzione dell’alterato
appoggio plantare.
Spiega ancora la dottoressa Sassu: “Attraverso l’ anamnesi,
l’esame obiettivo e l’uso di metodiche strumentali
che valutano la corretta posizione del piede in statica e in
dinamica, il medico può prescrivere un plantare specifico
che contribuisce alla risoluzione della patologia presentata
dal paziente.”
In tutte queste circostanze, gioca , comunque, un ruolo molto
importante la collaborazione tra i diversi specialisti (il podologo,
l’angiologo, lìortopedico, il medico estetico).
QUANDO IL FATTORE ESTETICO E’ BASILARE
Ma che dire di un piede sano, trascurato dal punto di vista
estetico?
“Dovrebbe essere una regolare abitudine – dice Alessandra
Sassu – prendere appuntamento con una estetista preparata
che abbia la capacità di risolvere problemi responsabili
di malessere nell’indossare le calzature, e sensazione
di dolore durante la deambulazione (per esempio callosità,
occhi di pernice, unghie incarnite…). Per non parlare
del fatto che un piede non curato è segno di trascuratezza
e disordine.”
Perciò via libera a scrub con sali che rendono la pelle
liscia, a creme idratanti e nutrienti per un’epidermide
ultramorbida, a maschere con la paraffina per una cute lucida
e levigata.
Le unghie dovranno essere perfettamente limate e modellate.
E non dimentichiamo che la moda impone una forma squadrata per
l’estate 2004!
Aggiunge la dottoressa Sassu: “Per chi non ha la fortuna
de avere delle belle unghie si può ricorrere a trattamenti
speciali che ne consentono la ricostruzione: tips (unghie finte
da applicare e incollare sulla propria base), gel lucidi e trasparenti,
resine che si induriscono ed hanno un aspetto molto naturale.
Sulle unghie (naturali o ricostruite) si possono poi applicare
smalti o decori con strass e perline di diversa forma e colore
oppure si può di fare la “french” colorando
solo la parte libera dell’unghia, di bianco nella versione
classica o di diversi colori se si vuole esagerare!”
E allora via libera al divertimento e per concludere in bellezza
non dimenticate di chiedere alla vostra estetista un massaggio
ai piedi con olii essenziali…Vi sentirete in paradiso!!!
LA PAROLA AL CHIRURGO PLASTICO
La chirurgia plastica molto può fare per migliorare il
benessere dei nostri piedi e per sistemare piccoli e grandi problemi
a livello delle estremità. Spiega la dottoressa Raffaella
Sommariva, chirurgo plastico di Genova: “Uno dei problemi
che può presentarsi è la sindattilia, una malformazione
congenita delle dita del piede che si presentano unite in gruppi
di due o tre. In questi casi il chirurgo plastico interviene
da solo, se il problema è a livello dei tessuti molli,
o con l’aiuto dell’ortopedico se viene coinvolto
l’apparato osseo:” Problema opposto è la polidattilia,
cioè le dita dei piedi in soprannumero. Anche in questo
caso interviene il chirurgo plastico eliminando le dita in più e
ripristinando la forma corretta del piede. In casi di questo
genere è sempre fondamentale il riposo postoperatorio
con l’arto “in scarico” per una durata variabile
a seconda del tipo di intervento.
Ci sono poi problemi meno complessi, in un certo senso, che
richiedono sempre l’intervento chirurgico. “Interveniamo
nel caso di micosi delle unghie ribelli a cure topiche e sistemiche– spiega
ancora la dottoressa Sommariva – o nel caso di unghie incarnite
recidive. In questi casi il chirurgo asporta non tutta l’unghia,
ma solo una parte di essa, insieme con la matrice incuneata nei
tessuti molli, accelerando così la guarigione e senza
che sia necessario attendere la crescita dell’unghia. Il
chirurgo plastico estirpa anche le verruche plantari che possono
essere molto fastidiose se crescono sulla pianta del piede e
si sviluppano in profondità. Si tratta di interventi semplici,
da eseguire in anestesia locale e con un disagio minimo per il
paziente.
LA PAROLA AL CHIRURGO VASCOLARE
“I piedi ricevono segnali e sollecitazioni dall’intero
organismo, in quanto sono la parte più declive e più “usata” del
corpo umano– sottolinea il dottor Alessio Redaelli, chirurgo
vascolare di Milano – e la loro salute e il loro benessere
dovrebbero essere sempre prioritari per ognuno di noi. Se ci
accorgiamo che, al termine della giornata, i nostri piedi sono
gonfi c’è qualcosa che non va nel nostro stile di
vita o, più raramente, siamo in presenza di una patologia
vera e propria.”
Che fare allora? Risponde il dottor Redaelli: “Possiamo
aiutare in molti modi i nostri piedi, ma innanzitutto, se possiamo,
miglioriamo il nostro stile di vita. Per tutti ci sono regole
generali che sarebbe bene seguire come rialzare i piedi del letto
(con due mattoni per esempio) di circa 5 o 10 centimetri, in
modo che i piedi vengano a trovarsi sopraelevati rispetto al
resto del corpo. Se si svolge poi un lavoro sedentario o si sta
molte ore in piedi o seduti, ricordiamoci di camminare per almeno
una mezz’ora al giorno. E se la nostra attività lavorativa
ci obbliga a stare in piedi fermi ( magari facciamo la stiratrice,
o il chirurgo) è bene alzarsi sulle punte dei piedi ogni
tanto, ma con regolarità, per favorire la circolazione
del sangue.”
E le scarpe? “Mai abusare di calzature eccessivamente
alte – sottolinea Alessio Redaelli – o di scarpe
con punte troppo strette, Possono anch’esse limitare la
circolazione del sangue e provocare a lungo andare inconvenienti.
Sono da usare con parsimonia anche le calze autoreggenti che
stringono eccessivamente le gambe o i calzerotti con elastici
troppo stretti. Meglio collant e calze a compressione graduata
da acquistare in negozi specializzati di ortopedia o in farmacia,
dove potranno consigliarvi la vostra giusta misura ed ove potrete
coniugare salute ed estetica”
E lo sport? “Si tratta di un grande amico – prosegue
il chirurgo vascolare - utilissimo per prevenire fenomeni legati
alla cattiva circolazione sanguigna. Oltre al moto e alle passeggiate,
vanno benissimo molti sport, tra i quali uno dei migliori resta
il nuoto.”
Quando tutti questi consigli non bastano e le gambe restano
un poco gonfie specie la sera allora possono rivelarsi ottimi
i massaggi manuali, il linfodrenaggio e la pressoterapia.
Ma quali sono le patologie vascolari che possono affliggere
i nostri piedi?
Spiega il dottor Redaelli: “In primo luogo le varici (si
tratta di vene dilatate che si notano sottopelle sia per la loro
forma “a serpente” sia per essere rilevate come un
cordoncino…) che possono raggiungere vari stadi di infiammazione
e, nei casi più gravi procurare addirittura vere e proprie
ulcere. Un grande aiuto, in questi ultimi anni, è stato
dato alla diagnostica, dall’avvento dell’ecocolordoppler
che permette una diagnosi assai precisa, ripetibile e assolutamente
innocua persino in gravidanza!
Nel caso delle varici, se si evidenzia una conclamata insufficienza
circolatoria, si può intervenire dapprima con cure farmacologiche
a base di flebotonici da prendere a cicli periodici, per poi
arrivare,a seconda delle indicazioni, o all’’intervento
chirurgico che prevede l’asportazione della vena “ammalata” con
l’aiuto di microincisioni, o alla scleroterapia. L’operazione,
nella stragrande maggioranza dei casi, è semplice e può essere
eseguita in anestesia locale in ambulatorio.”
E infine, sempre in campo vascolare, un consiglio inportante
dedicato proprio a chi soffre di varici. Può succedere
che per un trauma o per qualsiasi altro motivo una piccola vena
(per esempio di una caviglia) inizi a sanguinare: come ci si
deve comportare? Ecco cosa consiglia l’esperto:
1: non farsi prendere dal panico!
2: sdraiatevi ed alzate le gambe sopra il torace.
3:comprimete il punto sanguinante con un dito per 2 o 3 minuti.
Il sangue cesserà di sgorgare quasi immediatamente e,
dopo poco tempo, si potrà con tutta calma ricorrere al
proprio medico curante per le cure del caso.
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