Il decolleté: il punto sulle ultime terapie dal sito Dottorbellezza.it. (07.04.2005)

 

Intervista della giornalista Brunella Paciello alla Dr.ssa Raffaella Sommariva di Genova

 

 

Punto importantissimo della bellezza femminile può diventare il fulcro per una vera e propria operazione di bellezza "totale". Ma cediamo la parola all'esperto:  la dottoressa Raffaella Sommariva, chirurgo plastico di Genova

 

Il decollèté è una distretto anatomico particolare  molto importante dal punto di vista estetico in quanto, da una parte,“confina” con collo e seno, e sappiamo quanto la “buona salute” della cute del decollètè può contribuire al tono mammario, dall’altra  presenta spesso segni di foto-invecchiamento  ancora più precocemente di altre zone fotoesposte  quali viso,collo e dorso delle mani, senz’altro meno trascurate dalle nostre cure quotidiane! Il decolletè infatti è particolarmente esposto all’azione nociva dei  raggi solari  non solo al mare e nel periodo estivo (eritemi solari!) ma durante tutto l’anno, soprattutto nelle persone con cute chiara e che amano le “scollature”..  

 

Ci spiega la dottoressa Raffaella Sommariva, chirurgo plastico di Genova: " Un ringiovanimento medico di viso e collo non può prescindere dall’interessare anche questa importantissima zona  per non creare differenze  antiestetiche e rivelatrici d’età!  Per impostare un programma terapeutico di ringiovanimento del decollètè mediante l’associazione di tecniche mini-invasive, dal punto di vista pratico è utile fare riferimento ad una classificazione - secondo Rubin - che distingue in tre livelli di profondità  il danno  "fotoindotto"."

Vediamoli nei dettagli..

                                                      

Photoaging del decollètè

Il  I°) livello di fotoinvecchiamento è caratterizzato da alterazioni superficiali della cute: solo dell’epidermide, che condizionano anomalie della pigmentazione (efelidi, lentigo solari) e della trama cutanea che appare “ruvida” e “scura” per l’aumentato  spessore dello strato corneo.

Nel  II°) livello il danno si approfondisce alla parte superficiale del derma: interessa epidermide e derma papillare. Agli inestetismi  del precedente livello  si associano anche cheratosi seborroiche, cheratosi attiniche e la cute inizia ad incresparsi in rughe  fini, verticali, a partire dal solco intramammario ed accentuate dai movimenti mediali delle braccia.

Nel  III°) livello di fotoinvecchiamento le alterazioni si estendono anche alla parte più profonda del derma  e ai segni clinici dei due livelli precedenti  si associano rughe fisse, profonde, che si dipartono a ventaglio  dal solco intramammario o a “ragnatela e la cute diventa lassa, cartacea, giallastra, a trama  grossolana.

 

Ringiovanimento del decollètè

La combinazione,  personalizzata ad ogni caso clinico, di metodiche medico-estetiche quali terapie domiciliari specifiche,  peeling chimico, bio-rivitalizzazioni e laser-terapia  ci  permette di migliorare compattezza e turgore, di levigare i segni del tempo e cancellare lentigo e cheratosi.

                                                

Valutazione preliminare

Al momento della visita  - spiega ancora la dottoressa Sommariva - è fondamentale per impostare la terapia la valutazione del fototipo del paziente (in base al colore di pelle, capelli  e colore degli occhi e quindi la sua capacità di difesa dai raggi solari), il livello del danno attinico e quindi  la qualità e il tipo di lesioni cutanee presenti,le ipercromie, le abitudini di vita del paziente (“trascuratezza” ed eccesso di sole senza protezione adeguata) e le sue aspettative di risultato."

 

TERAPIA DOMICILIARE

Aggiunge Raffaella Sommariva: "Fondamentale anche in questo caso la “manutenzione” quotidiana  da parte del paziente. Non dimentichiamo infatti di applicare anche sul decolletè gli agenti idratanti  che utilizziamo su viso e collo  quali acido ialuronico, vitamine antiossidanti e acido lipoico; la fotoprotezione deve essere quotidiana (infatti è la luce di tutto l’anno ad invecchiare la nostra pelle) e più alta nel periodo estivo. Una cosmesi specifica poi viene prescritta dal medico a seconda dei casi a base di depigmentanti (acido kogico, acido fitico, acido tioctico, vitamina C)e/o principi attivi esfolianti e stimolanti il turnover cellulare, ad azione “riparativa  (acido glicolico, acido retonoico, poliidrossiacidi quali il gluconolattone e/ o l’acido lattobionico particolarmente indicati in caso di pelle sensibile e iperreattiva)." 

 

LA BIOSTIMOLAZIONI

Mediante la somministrazione di precursori di acido ialuronico, (glucosamine) che vengono iniettati nel derma grazie a micropunturine superficiali, forniamo al fibroblasta (la cellula che produce collagene, elastina e acido ialuronico ) la materia prima su cui lavorare e ne attiviamo la funzione. " Gli effetti di questa vera e propria “biostimolazione” cellulare - ci delucida la dottoressa Sommariva - consistono, nell’immediato, in un miglioramento dell’idratazione cutanea, con il tempo poi (almeno 4 sedute) miglioreranno anche tono e compattezza cutanea. Con le biostimolazioni  abbiamo un arma in più per curare e prevenire gli in estetismi dovuti all’invecchiamento: il trattamento può essere solo localizzato nel decolletè oppure interessare viso, collo e decolletè a seconda dei casi.Le sedute sono almeno 4 a cadenza settimanale, poi 2 o 4 a cadenza quindicinale con mantenimenti successivi ogni 2- 3 mesi a seconda delle risposte individuali."

 

LA RIVITALIZZAZIONE

In effetti,  per  migliorare l’idratazione della cute e  “distendere” rughe e grinze, si può ricorrere ad un nuovo tipo di acido ialuronico del gruppo NASHA (acido ialuronico di origine non animale, stabilizzato) che iniettato a microgocce nel derma profondo rappresenta un vero e proprio supplemento di acido ialuronico, la cui riserva naturale  gia nell’adulto inizia a diminuire.

"Questo acido ialuronico “Hydro Reserve  - spiega Sommariva - per una lieve stabilizzazione della molecola, non viene metabolizzato in poche ore ma  rimane invece nel derma anche fino ad una mese, richiama acqua nel punto d’iniezione e esercite quindi una azione idratante ed antossidante prolungata oltre che una azione di immediata “distensione” delle rughe con effetto estetico gradevole e soprattutto molto  gradito al paziente."

 

IL PEELING CHIMICO

Serve per levigare la superficie cutanea,  migliorare discromie, e rimuovere antiestetiche lentigo e cheratosi solari sul decollete si può effettuare un ciclo (4-5 sedute) di peeling soft meglio se combinati cioè che utilizzano più tipi di acidi di bassa potenza in modo da rafforzare al massimo il risultato  evitando gli  effetti collaterali. Sul decolletè, al pari di altre regioni corporee diverse dal viso possiamo infatti solo effettuare peeling epidermici, superficiali, in quanto la pelle in questa sede non ha la capacità riparativa che ha il volto e peeling più profondi espongono al richio di cicatrici e macchie permanenti. Anche il peeling viene preferibilmente applicato su viso, collo e decolletè nella stessa seduta. Un tipo di peeling- soft costituito da un mix di acidi che agiscono in modo sinergico tra loro, con effetto di stimolo sul turnover cellulare e sulla attività del fibroblasto è l’HPP (High Potency Peel)  a base di acido glicolico, acido acetico ed acido piruvico.

"Si può applicare da solo o dopo uno strato di Soluzione di Jessner  - dice la dottoressa Sommariva - per rafforzarne l’effetto cheratolitico e schiarente. Il miglioramento qualitativo della cute fotoinvecchiata risulta evidente e se dopo il ciclo di peeling rimangono ancora lentigo o cheratosi più profonde di può ricorrere alla LASERTERAPIA."

La combinazione delle diverse terapie, tutte perfettamente integrabili tra loro, viene personalizzata a seconda dei casi nel corso della valutazione preliminare.

 

Brunella Paciello

Dottorbellezza.it 07.04.2005