Una nuova sostanza per il trattamento delle rughe del viso:
l’acido polilattico.
Dr. Redaelli Alessio mail@docredaelli.com
Il trattamento delle rughe facciali, delle depressioni ed in
generale dell’invecchiamento, è un problema molto
sentito nell’epoca moderna e suscettibile di numerosi trattamenti.
La
sostanza della quale vorrei parlare oggi si differenzia nettamente
da tutti i filler (riempitivi) in commercio, sia per i risultati
che può dare, sia per il protocollo e la tecnica d’impianto.
Cos’è l’acido polilattico?
L ’acido
polilattico è il polimero dell’acido
lattico, viene prodotto per sintesi chimica e ha una totale
biodegradabilità e
biocompatibilità se iniettato nei tessuti umani.
Questo
significa che il principio attivo viene completamente riassorbito
nell’arco di 5-6 mesi.
Inoltre è immunologicamente
inattivo e quindi risponde a quei criteri di sicurezza che
tanto cerchiamo quando iniettiamo qualsiasi sostanza nel viso.
E’ praticamente
esente dal rischio di reazioni di tipo allergico (come risulta
da un’ampia letteratura a livello
mondiale). Con l’acido polilattico è possibile ridurre
la profondità delle rughe ed aumentare i volumi sottocutanei.
Come funziona??
La caratteristica peculiare dell’acido polilattico è quella
di determinare un aumento dello spessore del derma per formazione
di neocollagene. In altre parole le microparticelle di acido
polilattico vengono ricoperte da una mousse di collagene fatto
dal paziente che va ad ispessire il derma e ad aumentare il tessuto
sottocutaneo.
Quindi quando l’acido polilattico viene riassorbito
(circa 6 mesi) resta il collagene che si è formato, e
questo per un tempo piuttosto lungo.
L’effetto immediato è quello
di un riempimento dovuto alla quantità di liquido iniettata
con la quale si è diluito il principio attivo: è fondamentale
capire ed essere ben informati sulla transitorietà di
questo risultato onde evitare insoddisfazione. Il vero risultato
compare , infatti, tardivamente nel corso delle prime 3 - 4 sedute
(ovvero circa 2 - 3 mesi) e raggiungerà la massima evidenza
clinica anche a distanza di svariati mesi dal primo impianto.
Questo tempo è necessario affinchè il polilattico
svolga la sua azione di stimolo della produzione di neocollagene.
Quali zone possono essere trattate??
In particolare le guance rispondono bene al trattamento, in
tutti quei casi nei quali iniziano ad apparire quelle rughine
verticali, dapprima solo quando si ride, ma in seguito anche
a riposo.
Ma comunque, in tutti i casi di perdita di spessore
del sottocute.
Anche per gli zigomi e per sostenere le rughe nasogeniene
può essere
molto utile.
Per le rughe del collo può essere indicato
proprio nel senso di riempirle, di colmare il riassorbimento
di collagene che si è avuto con l’età.
E’ importante
capire che non si deve trattare la singola ruga, ma tutto il
distretto che presenta l’inestetismo.
Sono necessarie particolari attenzioni dopo l’impianto?
Nei
2-3 giorni successivi il trattamento, sarà opportuno
evitare l’esposizione a temperature troppo calde o troppo
fredde.
Subito dopo l’impianto inoltre, è fondamentale
il massaggio, meglio se fatto direttamente dall’operatore.
Infatti
le microparticelle di acido polilattico devono essere distribuite
con assoluta uniformità nel distretto trattato:
questo darà luogo ad un risultato uniforme ed assai naturale.
Se
invece in qualche punto si forma un accumulo di acido polilattico,
questo darà luogo ad un accumulo di collagene.
E’ quindi
assolutamente evidente che il massaggio è fondamentale
per la distribuzione uniforme del principio attivo.
Quanto dura??
E importante capire che l’insorgenza della correzione
non avviene come per i normali filler immediatamente, ma insorge
gradualmente nei mesi successivi.
La durata della correzione è variabile
in base alla frequenza con cui viene sollecitata la zona sede
dell’impianto; tendenzialmente
il risultato è massimo da 6-8 sino a 12-14 mesi dopo il
primo impianto, ma può differire molto da paziente a paziente.
L’impianto
di ac. polilattico non è particolarmente
doloroso. Si utilizza una crema anestetica mezz’ora prima
del trattamento. A volte può rendersi necessaria una anestesia
iniettiva.
Che problemi può dare?
In letteratura sono riferite rarissime reazioni infiammatorie
ed infettive.
Se la tecnica di impianto non è precisa,
e se si lasciano accumuli di prodotto, la comparsa di noduli
sottocutanei anche di lunga durata è possibile, come d’altronde
anche con altri filler.
La formazione di noduli sottocutanei era
più frequente
durante i primi anni di esperienza, perché l’acido
polilattico veniva diluito poco e soprattutto massaggiato poco.
Veniva usato come un normale filler.
Oggi viene diluito maggiormente
e soprattutto si è compresa
l’importanza del massaggio e quindi la formazione di noduli è diventata
estremamente rara.
E’ comunque assai importante scegliere
un operatore assolutamente esperto di questo prodotto, che può dare
risultati che nessun altro filler può dare, ma solo a
fronte di una tecnica di impianto rigorosa e molto accurata.

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