Medicina Estetica

Chirurgia Vascolare

Medicina Estetica, Chirurgia Vascolare, Flebologia


 
 

Terapia medica dell’insufficienza venosa degli arti inferiori. Come affrontare i primi caldi e poi l’estate.

 

Ci avviciniamo a grandi passi al caldo e le nostre gambe, se in inverno sono state curate, ancora maggiormente in estate dovremo curarle. Infatti è in Estate e con il caldo che maggiormente le gambe denunciano i sintomi di una insufficienza venosa o peggio di grossolane varici degli arti inferiori.

Si è soliti dire che la terapia medica dell’insufficienza venosa cronica degli arti inf. è deludente.

In parte è vero e soprattutto noi chirurghi spesso pensiamo che la patologia venosa cronica vada trattata solo con terapia chirurgica. Ma non è vero.

La terapia medica, in particolare per prevenire peggioramenti della patologia è di fondamentale importanza, come sarà di particolare importanza non smettere di portare calze elastiche, ma di adeguarle al periodo caldo, indossando calze più leggere e a maggior componente in cotone

La terapia farmacologia della insufficienza venosa degli arti inferiori basa il suo cardine sulla correzione di alcuni parametri fondamentali: principalmente...

- l’infiammazione,

- l’edema,

- la degenerazione dell’endotelio capillare, la sottile membrana che riveste tutte le vene ed i capillari, responsabile di moltissimi processi che portano verso la patologia.

Nell’elenco che segue, troviamo tutti i farmaci più o meno utilizzati nell’insufficienza venosa e come coadiuvanti in tutte le patologie maggiori venose degli arti inferiori.

 

Terapia farmacologica:

  • FARMACI ANTIINFIAMMATORI NON STEROIDEI detti FANS

Sono utili nel trattamento delle ipodermiti acute e croniche, tutte patologie infiammatorie che si verificano quando cronicamente ad esempio le varici gravano sui distretti più declivi del corpo umano, in particolare le caviglie.
Il fenilbutazone e suoi derivati e l’indometacina anche se gravati da qualche effetto collaterale, sono di ottimo effetto e devono essere prescritti i associazione a farmaci gastroprotettori.

  • DIURETICI:

Scarsissimo impiego nella terapia delle varici. Utile solo quando coesistono patologie cardiache di scompenso. Vengono somministrati soprattutto quando il gonfiore delle gambe è dovuto ad una pluralità di patologie. Quando coesistono ad esempio ipertensione arteriosa e cardiopatie.

  • CAPILLARO PROTETTORI

Questi farmaci vengono usati moltissimo in altre branche specialistiche come l’oftalmologia, per rinforzare i capillari oculari ed in proctologia, nei casi di irritazione emorroidaria.
Meno utili ed assai poco usati nella patologia degli arti inferiori.

  • VASODILATATORI:

Trovano grande applicazione nelle ulcere varicose e miste.
E’ vero che questa patologia ormai si vede molto più raramente di alcuni anni fa, ma ancora negli studi dei flebologi e dei chirurghi vascolari capita di vedere pazienti con grosse varici, mai curate adeguatamente, con queste fastidiose lesioni difficili da guarire.
Questi farmaci aumentano la velocità di flusso a livello della arteriola precapillare e della venula postcapillare con miglioramento della stasi per incremento della “ vis a tergo”, quella forza che spinge il sange verso il cuore.

  • ANTIBIOTICI

Questi farmaci vengono usati principalmente quando si verifica una sovrainfezione e soprattutto nelle ipodermiti acute: particolarmente utili penicilline, cefalosporine e cotrimoxazolo, in quanto spesso è presente lo streptococco.
Spesso in questi casi è utile un tampone della ferita ed un suo antibiogramma per cercare l’antibiotico più adatto.

  • VITAMINE

Vitamina C e vit. P esplicano un’azione protettrice sulla parete capillare incrementante la resistenza parietale capillare.
Vitamina E invece esplica una potente azione antiradicali-liberiabbondantemente presenti nella parete venosa sottoposta a stasi venosa cronica.
Vitamina K, contenuta in alcune creme di ultimo arrivo sul mercato, permettono un più veloce riassorbimento degli ematomi soprattutto dopo i traumi.

  • FLAVONOIDI:

Detti più frequentemente flebotonici, questi farmaci rappresentano la terapia di fondo della stasi venosa cronica e da sempre sono considerati il cardine della terapia dell’insufficienza venosa.
I flavonoidi esplicano la loro azione prevalentemente a livello dei capillari e delle venule postcapillari.
A questo gruppo di importanti farmaci appartengono la DIOSMINA, la QUERCETINA, la ESPERIDINA, le ANTOCIANINE di mirtillo.

- Diosmina:
Sembra essere tra i più efficaci tra i flavonoidi e tende a normalizzare la permeabilità venulo-capillare.

- Esperidina:
incrementa la resistenza venulo capillare e possiede quindi una potente azione trofica sul collageno e sui proteoglicani .

- Troxerutina:
Corregge le alterazioni del metabolismo glucidico e possiede un’azione trofica sulla parete venulo capillare.

- Oxerutina:

Trattasi di un melange ( formata da 4 subunità )e le azioni si identificano con quelle della troxerutina.

- Antocianosidi del mirtillo:

stabilizzano la parete capillaro venulare opponendosi alla iperpermeabilizzazione.

 

  • ESTRATTO TITOLATO TRITERPENICO DI CENTELLA ASIATICA:

Assai utile nella sclerodermia. Ha un effetto favorevole nell’insufficienza venosa cronicaper un effetto favorevole sull’interstizio cellulare. Ha una evidente azione antiaterosclerotica risultando determinante nella terapia delle ipodermiti e nelle complicanze della stasi venosa cronica.
E’ sicuramente tra i farmaci più utilizzati ed in commercio da più vecchia data.

 

A tutti questi farmaci che vanno somministrati rigorosamente dal medico che abbia fatto una attenta anamnesi ed una visita clinica,vanno assolutamente associate la contenzione elastica e tutte le norme di igiene personale e di comportamento che non sottolineero mai abbastanza quanto siano utili:

 

Contenzione elastica: 

Molti pensano che le calze rivestano un ruolo marginale: danno molto fastidio e sono poco utili.

Nulla di più sbagliato!

L’unica vera terapia che se fatta cronicamente previene l’aggravamento della sintomatologia e della patologia locale è sicuramente rappresentata dalla contenzione elastica.

Deve essere continuativa ed anche durante, se non soprattutto, nel periodo estivo deve essere attuata.

Oggi esistono calze esteticamente bellissime, che coniugano una ottima portabilità con una efficacia sicura.

Devono essere ovviamente prescritte come qualsiasi altra medicina, con misure ben stabilite dopo la valutazione precisa dei diametri e delle lunghezze in gioco.

 

Terapia comportamentale: 

  • Moto.
    Grande utilità riveste il moto: una camminate tutti i giorni o quando è possibile attiva la circolazione ed è utilissima nel ridurre l’edema. Quante volte ci accorgiame che abbiamo le gambe un poco succulente dopo essere stati fermi per molto tempo, dopo aver stirato, dopo una lunga seduta in sala operatorio (parlo del chirurgo!) o dopo un lungo viaggio in aereo.
    In questo ultimo caso potrebbe essere consigliabile, oltre al movimento regolare l’associazione di un blando antiaggregante pistrinico.

 

  • Scarico degli arti:
    Durante la notte è ottima abitudine rialzare il letto di pochi centimetri. Questo permette di alzarsi al mattino con gli arti completamente asciutti.

 

  • Peso.
    E’ intuitivo che il soprappeso non possa che peggiorare la patologia da insufficienza venosa degli arti inferiori.
    Questo è il momento migliore, la primavera, per fare buoni propositi ed iniziare una bella dieta che ci permetterà di arrivare all’estate in grande forma.

 

CONCLUSIONI:

 

Abbiamo a disposizione molte frecce al nostro arco e dovremo scegliere quella giusta al momento giusto.

Ognuno ha le proprie convinzioni ma a mio parere penso che la terapia abbia i seguenti cardini importanti;

 

  • Deambulazione attiva: Lunghe passeggiate, moto e sports attivi

 

  • Contenzione elastica ben calibrata ( a compressione graduata cercando di unire vestibilità a confort ed adeguata terapia.

 

  • Astensione dal fumo e controllo del peso.

 

  • Terapia medica di fondo per aiutare la parete venosa a mantenere elasticità e tono.

 

  • Approccio serio alla terapia medica ( sclerosante ) o chirurgica ( classica o flebectomica ambulatoriale ) previo studio assai preciso della emodinamica degli arti inferiori. ( ecocolordoppler degli arti inferiori con prove dinamiche) se vi sono varici visibili.

MI RACCOMANDO!! .............................................Dr. Redaelli mail@docredaelli.com

 

 

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Dottor Redaelli Alessio  —  E-mail: mail@docredaelli.com  —  Telefono: +39.02.9818775 / +39.02.98491655

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