Il disagio nei figli nella separazione
Nel momento in cui i genitori decidono di separarsi, solitamente di crea un profondo conflitto che causa molta sofferenza ai bambini che si trovano a vivere questi eventi.Quando i genitori sono impegnati a litigare infatti, i bambini non hanno la possibilità di vivere bene.
Emerge nel minore un disagio psicologico che rappresenta l’elemento cardine del suo futuro.E’molto importo il modo in cui i genitori gestiscono la loro conflittualità prima, durante e dopo la separazione.
La paura di poter perdere le figure di riferimento affettivo per il bambino può provocare in lui l’incapacità di elaborare il cambiamento legato alla separazione dei genitori, potrebbe provocare ansia.
All’interno della famiglia, infatti, tanto più sicuro sarà l’attaccamento genitoriale, tanto più forte sarà la capacità di un bambino di resistere alla separazione.
Tuttavia, un bambino non potrà rimanere separato per lungo tempo da una delle figure genitoriali di riferimento, poiché questa situazione genererà un’angoscia sempre crescente, con tutte le possibili conseguenze, quali tensione emotiva, ansia, attacchi di panico.
Quando i genitori scelgono la disputa ad oltranza per relazionarsi, i bambini sono spesso triangolati.La triangolazione è una coalizione instabile in cui ciascun genitore desidera che il figlio parteggi per lui contro l’altro.
Se c’è una triangolazione, il figlio rimane come paralizzato, indeciso o incongruo, perché cercherà di dare ragione affetto e amore sia all’uno che all’altro, alternativamente.
Quando una tale situazione persiste, il bambino potrebbe sviluppare molteplici atteggiamenti, come il tentativo dia addurre a sé attenzione in modo patologico, alterazione e disturbi del comportamento dei genitori.
La violenza psicologica può generare una ferita indelebile nel profondo del fanciullo.
La forma più frequente di violenza etica, non apprezzabile ben inteso per il codice penale, agita ai danni dei figli minori consiste nell’impedire loro di avere rapporto significativi, duraturi e costanti con entrambi i genitori.
Questa condizione è avallata dai provvedimenti del Tribunale che rendono il genitore affidatario, in via di diritto, possessore dell’oggetto figlio, quando non viene scelto l’affidamento condiviso.
I figli sono usati frequentemente come arma di ricatto contro il genitore giudicato colpevole del fallimento del matrimonio.
Per tali motivi, non sono rari i casi in cui la conflittualità della coppia genitoriale di traduce in una sofferenza di un elevato grado del minore, che finisce col dimostrare segni di grande disagio psichico, disadattamento sociale e anche disturbi di origine nervosa.
Esiste pero un’ulteriore forma di violenza, quella insista nella natura stessa dei provvedimenti giudiziale, e nell’esecuzione forzata dei medesimi.
I provvedimenti giudiziali, infatti, se da un lato sono necessari, dall’altro hanno insita per la loro stessa natura coercitiva, intransigente e rigida, una forma duplica di violenza, perché è sia materiale che psicologica.
Da questa premessa, si evidenzia allora l’opportunità di una particolare attenzione rivolta ai servizi di tutela prevenzione e assistenza verso i minori.
Una nuova cultura dell’infanzia e soprattutto della separazione, libera da pregiudizi, che il nostro ordinamento non prevede e, talvolta, ostacola anche nel nome di un diritto certo, e quindi astratto.
Un nuovo modo per vivere la separazione, in modo da gestirla diversamente, con un’attenzione che rispetti, tuteli e assicuri una maggior garanzia ai minori, richiede che i genitori sappiamo fare entrambi un passo indietro nella gestione delle situazioni difficili che devono essere superate, riscoprendosi vicendevolmente come figure valide per la crescita equilibrata armonica e bilanciata dei propri figli, nonostante tutte le problematiche legate alla separazione.
Ricordiamoci sempre che in questo momento di forte disagio, la mediazione familiare può essere utile ai genitori che devono prendere le decisioni, in quanto offre un ambiente neutro, accogliente e privato per trovare accordi soddisfacenti, per il bene dei propri figli.
Questa può essere il traghetto della coppia che si trova nelle condizioni di dover transitare dalla sua storia coniugale a quella individuale.
La mediazione tende a ridurre gli effetti indesiderabili di un conflitto per favorire una tregua tra i coniugi, agevolando una ripresa del dialogo.
Il ruolo del mediatore è quello di far riemergere le emozioni reciproche che consentono ai litiganti di riconoscersi come persone e di riappropriarsi della capacità di gestire autonomamente il conflitto.
La professionalità del mediatore viene offerta alla coppia che si accinge alla separazione, che necessita di un periodo, un tempo e uno spazio per riorganizzare la famiglia, i beni e gli affetti.
La mediazione familiare viene ad essere, mediante un percorso organizzato, ponderato e deciso a misura di coppia, uno strumento per addivenire a decisioni più importanti riguardanti la cura, l’educazione e la crescita dei figli, le divisione dei beni, le questioni patrimoniali etc.
Questo percorso riconsegna ai partner la dignità dei soggetti, non solo bisognosi, ma anche desiderosi e capaci di assumere decisioni riguardo al proprio futuro e a quello dei figli, riappropriandosi dei ruoli che non possono essere definiti da nessun altro.
Si passa così dalla separazione dei coniugi all’unione dei genitori.
Si dividono i beni, si separano gli spazi, si interrompono i rapporti, ma contemporaneamente si rinforza un dialogo sui figli, e si stimolano i genitori a prendere decisioni comuni nei loro riguardi.
Pertanto, il ruolo del mediatore è quello di stimolare la coppia lungo questa strada, coadiuvandoli nel recupero di una fiducia reciproca per tenere vita alla bigenitorialità.
Il mediatore lavorerà allora con la coppia sia sul fronte della coniugalità, che su quello della genitorialità, tutto ciò per preservare il bene comune ossia i figli.
Queste sono solo alcune delle domande cui ho cercato di rispondere per fornire alcuni informazioni di interesse generale.
Se desiderate ricevere una consulenza più approfondita sulle tematiche familiari, potete scrivere a:
mediazionecounseling@libero.it.
Ricevo presso il centro Studi Sapienza
Piazza di Vittorio, 6
20098 San Giuliano Milanese (Mi)
tel. 02 9844671.
Su richiesta ricevo anche a Milano.
|
|