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Con te sto male...

Continuando la pubblicazione della settimana precedente…

 

Più intenso è il coinvolgimento emotivo e più intensa è la negazione della realtà e, quando la negazione è particolarmente forte, si vive in uno stato di choc temporaneo.Le persone che vivono in questa condizione, non hanno alcuna reazione, non provano nessuna emozione, vanno avanti come se niente fosse, come se la separazione li lasciasse indifferenti.
In realtà questa reazione cela un profondo turbamento emotivo e può essere il preludio di un tracollo psicologico successivo.
La maggior parte delle persone, infatti, quando cominciano a rendersi conto che è finita veramente, sperimenta un’intensa sensazione di ansia, di disorientamento e di smarrimento.
Questo deriva dal rendersi conto di dover affrontare, forse per la prima volta, il mondo da soli.
Una relazione amorosa è un punto di riferimento molto importante e rappresenta una fonte di sicurezza; proprio per questo quando una relazione significativa si conclude, si ha la sensazione che il proprio mondo vada in pezzi, ci si sente sperduti.
I cambiamenti sono sempre faticosi, e chi subisce la separazione è costretto ad affrontare suo malgrado una serie di  trasformazioni n tempi molto rapidi.
Molte persone che subiscono la scelta del partner di separarsi, cominciano ad accusare una serie di sintomi psicofisici quali insonnia, disturbi alimentari, nervosismo, cominciano a fare spese folli, fumare, bere esageratamente.
Non appena le questioni pratiche si sono sistemate, ci si ritrova tristemente a fare i conti con il letto vuoto, e la maggior parte delle persone, proprio in questo momento, inizia a sperimentare uno stato di depressione, perché cominciano a rendersi conto della perdita subita, ma non riescono a ad accettarla.
Durante questa fase, la persona che è stata lasciata comincia ad addossarsi tutta la responsabilità della fine dell’unione, e si macera nel rimorso.
Continua a credere che, se non avesse fatto certi errori, sarebbe ancora felicemente sposato.
A volte, i rimorsi vengono rinforzati dall’ex partner perché può capitare che chi lascia, per sentire meno il peso della del senso di colpa,s i difende scaricando al responsabilità su quello che è stato lasciato.
Questa fase è molto delicata dal punto di vista psicologico, perché se non viene adeguatamente elaborata può portare che sta vivendo la separazione, a vivere il divorzio come la prova della propria inadeguatezza personale.
C’è da dire poi un’altra cosa importante,
Questo ritenersi completamente responsabili della fine della relazione, ha un altro risvolto, poiché inconsciamente si crede che se tutta dipende da noi e la relazione è fallita per colpa nostra, se ci impegniamo abbastanza, la relazione potrà essere riportata in vita.
Purtroppo,  non sarà così; infatti,nel momento in cui l’altro non vuole più vivere il rapporto, non vuole fare alcun tentativo per salvarlo, e soprattutto non vuole impegnarsi più nel legame, per quella persona la relazione non esiste già più.
Rimane solo una persona che crede che la relazione esista ancora.  
Dopo alcuni mesi di depressione,  comincia a insorgere nell’ex partner un sentimento di rabbia.
Mentre prima ci si dava tutte le colpe del mondo, adesso tutti i torti vengono attribuiti al partner.
In questa fase è normale provare un sentimento di rabbia nei confronti dell’ex partner, nutrire dei sentimenti di vendetta e avere delle fantasie aggressive.
E’ una relazione normale, assolutamente necessaria del processo di guarigione psicologica.
Tuttavia, se questi sentimenti non vengono adeguatamente elaborati,  si finisce per trascorrere tutta la vita sentendosi delle vittime, precludendosi la possibilità di amare di nuovo.    

                                             

Continua nella prossima pubblicazione  

 

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Dottor Redaelli Alessio  —  E-mail: mail@docredaelli.com  —  Telefono: +39.02.9818775 / +39.02.98491655

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