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L’introduzione della mediazione familiare
nella legge sull’affido condiviso
Tra le modifiche più importanti apportate dalla legge 54/2006, occorre fare un cenno rilevante all’art. 155 sexies, il quale dice che qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 155 c.c. per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli.
La mediazione familiare è espressamente consigliata dalla legge sull’affidamento condiviso, il cui spirito è quello di diminuire la litigiosità fra i genitori, le cui diatribe troppo spesso si ripercuoto sui figli, che sovente si trovano al centro di situazioni dolorose in cui i genitori proseguono i loro conflitti utilizzando i figli come mezzo per ferire l’altro coniuge.
La mediazione familiare, oltre che rivelarsi uno strumento utile per trovare accordi adeguati, si presenta come una concreta possibilità di ascolto in una situazione di crisi e di cambiamento, perchè di fronte ad una separazione c’è sempre la necessità di ridisegnare le relazioni familiari.
Sia i genitori, ma anche i figli, possono riuscire in questo contesto ad avere uno spazio dove i bisogni e le esigenze possano essere riconosciuti per il raggiungimento di nuovi equilibri.
In tutti i conflitti familiari infatti, la sofferenza dei figli è determinata più che altro dalla conflittualità che spesso, durante e dopo la separazione, rimane irrisolta, latente e perdurante, e si manifesta in tutta la sua ampiezza proprio nella cura dei figli.
In questo senso, la mediazione può essere considerata uno strumento utile per riuscire ad accorciare il divario che esiste tra l’evento separazione e un nuovo modo per vivere la genitorialità.
Ad essa è affidato l’impegnativo compito di accompagnare i genitori coinvolti nel conflitto a trasformare la diade “diritti e doveri”, tanto ricorrente in tema di conflitti familiari, nel diverso rapporto tra responsabilità e libertà, che si realizza attraverso un cammino di crescita personale, che passa necessariamente attraverso la consapevolezza che il disaccordo è solo la parte cosciente di altri sentimenti più profondi, costituiti dai sensi di colpa, ira, rabbia, il più delle volte inconsci, che minano dall’interno.
Il processo di mediazione assume proprio questa parte non manifesta del conflitto, portandolo alla luce, in modo da ridare la parola alle parti perché possano ri tracciare il loro cammino.
Analizzando la legge, per il ricorso alla mediazione familiare è necessario il consenso delle parti, e una valutazione di opportunità da parte del giudice.
Qualora si decida di seguire il percorso di mediazione, il giudice, prima di adottare i provvedimenti previsti dalla legge, deve attendere il tempo necessario al compimento degli incontri di mediazione, che si diversifica in funzione della conflittualità esistente tra i coniugi.
Il mediatore E’ UN ESPERTO SCELTO DALLE PARTI; per questo motivo il professionista non ha nessun obbligo di relazionare al giudice quanto riferito durante gli incontri.
Soltanto nel caso in cui si raggiunga un accordo, allora lo stesso verrà portato in Tribunale per la sua omologazione.
Nello svolgimento della sua opera, il mediatore INVITA LE PARTI AL DIALOGO, con l’obiettivo di condurle ad una consapevole ricerca dei problemi scaturenti dal conflitto, soprattutto in un’ottica di tutela dei figli.
E’ inoltre tenuto all’OSSERVANZA DEL SEGRETO PROFESSIONALE, per ciò che concerne lo svolgimento della sua attività.
Allo stato attuale quindi, la mediazione di presenta come un percorso autonomo rispetto all’iter giudiziale, della separazione e del divorzio.
E’ fondamentale ricordare che si tratta sempre di un percorso volontario, che le parti potranno liberamente scegliere di intraprendere.
Se per caso avete bisogno di una consulenza su argomenti riguardanti tematiche familiari, scrivete a mediazionecounseling@libero.it.
Ricevo presso il Centro Studi Sapienza
Piazza di Vittorio, 6
20098 San Giuliano Milanese (Mi).
Tel. 029844671.
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