Quando il dimagrimento cambia pelle e tessuti: il ruolo della medicina estetica

Dopo l’avvento dei farmaci GLP-1, da Ozempic® a Mounjaro®, continuo a vedere sempre più pazienti molto dimagriti, con perdita dei volumi del viso, lassità cutanea e un aspetto più stanco e invecchiato.

In molti casi, il problema non è soltanto il dimagrimento, ma l’incapacità di riconoscere il momento giusto per fermarsi, continuando a perdere peso oltre il limite sano e armonioso.

È in questo contesto che si è diffusa l’espressione “Ozempic face”, utilizzata per descrivere i cambiamenti che possono comparire sul volto dopo una significativa perdita di peso: svuotamento delle guance e delle tempie, maggiore evidenza dei solchi e una riduzione del tono e della compattezza della pelle. Non si tratta di un effetto specifico del farmaco, ma soprattutto della conseguenza della rapida perdita di tessuto adiposo sottocutaneo che sostiene e struttura il volto.

La medicina estetica può avere un ruolo importante non nel contrastare il dimagrimento, ma nel gestirne le conseguenze sui tessuti. L’obiettivo è recuperare, quando necessario, parte dei volumi persi e migliorare qualità, elasticità e compattezza cutanea, evitando risultati eccessivi o artificiali. Biostimolatori del collagene, trattamenti mirati e, in alcuni casi, un’attenta valutazione dei volumi possono essere integrati in una strategia personalizzata.

Questo fenomeno ha contribuito in modo significativo anche all’attuale boom dei biostimolatori del collagene, sempre più utilizzati per migliorare la qualità cutanea, la compattezza e il sostegno dei tessuti.

Dimagrire è importante, ma è altrettanto importante sapere quando fermarsi. Supervisione medica, preservazione della massa muscolare e una strategia estetica personalizzata dovrebbero accompagnare questo percorso.

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